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Radici ed equazioni algebriche
… studiare, studiare ed ancora studiare, è il solo modo di capire quanto possa essere grande la propria ignoranza!
È interessante notare che, nel campo dei complessi, il numero di radici (dall'esempio almeno fino a n=3) sembra essere uguale all'indice della radice stessa. Cioè, data la n√x , avremmo per n = 2 due radici, per n = 3 tre radici. Se così fosse e se questa congettura fosse vera per ogni n, la situazione sarebbe più soddisfacente rispetto a quanto accade in campo reale, in cui n√x non ha soluzioni se n è pari e x < 0, oppure ha 1 soluzione se n è dispari e due se n è pari e x >0. D'altra parte l'estrazione di radice di indice n è in qualche modo correlata all'esistenza di soluzioni (che non a caso chiamiamo
radici) di equazioni algebriche di grado n, come I coefficienti e la variabile x sono, nel caso più generale, numeri complessi.
Ad esempio, , equivale a risolvere l'equazione di secondo grado , da cui si ottengono le due soluzioni reali . L'estrazione della radice cubica di , , significa risolvere l'equazione di terzo grado , con l'unica soluzione reale . L'estrazione della radice quarta, equivale a risolvere l'equazione di quarto grado . Quest'ultima è un'equazione bi-quadratica che può essere risolta con la nota tecnica della sostituzione di variabile: se poniamo l'equazione diviene: , che, come prima, dà le soluzioni reali: . L'equazione di quarto grado equivale allora alle due equazioni di secondo grado : la prima delle quali ha le due soluzioni reali . La seconda equazione invece non ha soluzioni nel campo dei numeri reali.
La chiusura algebrica, ovvero quanti tipi di numeri ci vogliono? Il fatto che esistano equazioni non risolubili , o operazioni non eseguibili all'interno di una certa struttura algebrica (si direbbe in linguaggio tecnico che la struttura non è algebricamente chiusa) costituisce una forte motivazione per l'introduzione di nuovi tipi di numeri. Il campo dei reali non è chiuso per l'estrazione di radice quadrata perchè questa operazione non è eseguibile per numeri reali negativi. Il campo complesso è invece chiuso per questa operazione. Nuovi tipi di numero sono stati introdotti nel tempo per risolvere problemi di chiusura algebrica: i numeri interi relativi (Z) risolvono il problema di sottrazioni tipo 3− 5, impossibile all'interno dei numeri interi naturali (N); i razionali (Q) permettono la divisione tra interi non divisibili, es. 3 : 5; con i reali (R) si affrontano questioni più delicate quali l'esistenza di numeri irrazionali (come ) e di numeri trascendenti come e, numero di nepero, o , pi greco, rapporto tra circonferenza e raggio; i numeri complessi (C) sono la chiusura algebrica dei numeri reali. Un teorema la cui dimostrazione esula dallo scopo di questa lezione, dettoteorema fondamentale dell'Algebra, assicura che tutte le operazioni e tutte le equazioni algebriche sono risolubili in campo complesso e quindi non è e non sarà più necessario ricorrere a nuovi tipi di numeri.
Radice n-sima di un numero complesso Cerchiamo ora di dimostrare che è possibile estrarre la radice di indice n intero di un numero complesso con n qualsiasi e che il numero di queste radici coincide con l'indice n. Per questo è utile ricorrere alla rappresentazione trigonometrica dei numeri complessi. In un precedente paragrafo, abbiamo dimostrato la validità dell'importante formula di De Moivre: grazie ad essa è possibile esprimere la potenza intera di un numero complesso come: in cui z è il modulo del numero complesso ed è sempre positivo. Immaginiamo ora di calcolare la radice di e che questa radice sia z: allora e cioè: perchè questa uguaglianza sia verificata è necessario che: e che e . Tuttavia sappiamo che le funzioni trigonometriche seno e coseno sono periodiche con periodo per cui dovremo avere: Da questa equazione ricaviamo:
Se , avremo valori di che si ripetono, e qundi radici non distinte. Se, ad esempio, diamo a k il valore n, abbiamo e quindi che è ancora uguale a . Allora per avere radici distinte il valore massimo di k sarà n −1, dato che per k = n avrei una radice già trovata con k = 0. Se considero i valori negativi, ad esempio k= −1, avrò , che però è uguale a , valore che ottengo anche con . Proseguendo si può facilmente verificare che il valore di " per k = −2 si può ottenere anche per k = n −2. Quindi possiamo limitarci ai valori positivi di k. Ogni numero complesso possiede allora n radici distinte, così espresse:
Le radici dell'unità Come abbiamo visto, l'unità in campo complesso è il numero 1 = 1 + j 0, oppure la coppia (1,0). Se: , allora z rappresenta le radici n-sime dell'unità La formula precedente dà in questo caso ( ):

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